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La famiglia La Francesca dimorava ad Eboli già nel XVII secolo prendendo parte attiva alla vita del paese: sei componenti di tale ceppo chiesero di farsi sacerdoti, altri tre furono sindaci di Eboli, due esercitarono la professione di notaio. Ma probabilmente il più illustre componente della famiglia fu l'Avvocato e patriota Francesco La Francesca che, il 6 settembre del 1860, ospitò nel suo palazzo Giuseppe Garibaldi e parte dei suoi uomini in marcia verso Napoli. Tra le fila dei garibaldini erano arruolati anche due giovani ebolitani: Michele La Francesca, appartenente alla suddetta famiglia e che in seguito ricoprirà il ruolo di ufficiale della Guardia Nazionale, e Francesco Paolo Cestaro, che dettò l'epigrafe, scolpita sul marmo, presente accanto al porticato d'ingresso di palazzo La Francesca a ricordo di quello storico evento.


Il Palazzo signorile del XVIII secolo, appartenuto alla famiglia La Francesca, domina la via omonima. Il ricordo di tale edificio nella memoria dei cittadini ebolitani è avvalorato, oltre che dall’imponente e maestoso aspetto, anche e soprattutto dall’importanza che assunse nel XIX secolo quando ospitò, il 6 settembre del 1860, l’eroe dei due mondi Giuseppe Garibaldi, nel corso della sua marcia verso Napoli. Una lapide murata sulla facciata del palazzo ne attesta la breve permanenza. L’edificio, dalla pianta irregolare, dalla volumetria unitaria e dalla forma rettangolare, si estende su tutto lo spiazzo e forma un caratteristico passaggio coperto voltato. Sul prospetto principale, al primo registro, è possibile ammirare il pregevole portale a conci di pietra scolpita, decorato con finissime volute, sul quale si innesta lo stemma della famiglia. Questo ultimo consta di due sezioni verticali, la sinistra delle quali è suddivisa in tre fasce orizzontali, di cui la centrale è bianca e la terza è occupata da una stella a sei punte. Nella sezione di destra, invece, sono raffigurate tre stelle, ugualmente a sei punte, che sovrastano un compasso. Notevoli ed interessanti sono le decorazioni e le incorniciature a stucco dei balconi; i davanzali sono in ferro battuto.

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