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Fascia costiera eboli 1Dalla pineta alla duna, dall’ombra alla luce, il passo è breve ma la differenza è profonda. L’ultimo tratto della fascia costiera, verso il mare, è caratterizzato dalla sabbia, retroduna, dune stabili e dune mobili: una porzione di territorio poco profonda e lunga 8 km, con caratteristiche uniche ed estreme. Le "mitiche" specie vegetali che colonizzano le dune ed il retroduna, vegetano quasi esclusivamente in quei luoghi e da nessun’altra parte: ne deriva che il rapporto fra specie vegetale e duna è inscindibile e non riproducibile artificialmente in altro luogo.

Il sistema dunale è pervaso dal sole che alza le temperature di molti gradi, con una temperatura a livello del suolo, rispetto ai luoghi limitrofi, anche di 10-15 °C superiore; è ricco di sale che arriva dal cielo sottoforma di aerosol marino portato dal vento, dalle mareggiate al livello del suolo e dalle ingressioni di falda dell’acqua di mare che "spinge" verso l’interno. Il sistema protetto delle specie vegetali dunali mostra una adattabilità estrema, alle enormi concentrazioni saline ed alle alte temperature, ed una specificità ecologica elevata. Fra le specie della duna, di particolare rilevanza, si notano la santolina (Otanthusmaritimus), la calcatreppola (Eryngiummaritimum), il ravastrello (Cakilemaritima), la salsola o erba kali (Salsolakali), la gramigna delle spiagge (Agropyronjunceum) e il famoso giglio di mare (Pancratiummaritimum), di fondamentale importanza per la fissazione e l’edificazione delle dune.

Nel retroduna, oltre alle caratterizzanti lentisco (Pistacialentiscus) e fillirea (Phyllireaspp), è presente l’utilissimo ginepro fenicio (Juniperusphoeniceasubsp turbinata), pianta arbustiva a lento accrescimento e molto longeva e la timelea barbosa (Timelea hirsuta), una delle specie vegetali più interessanti d’Italia che, oltre ad essere poco presente nei nostri paesaggi, mostra una caratteristica affascinante in quanto fiorisce da ottobre a maggio, entrando in pausa vegetativa nei periodi caldi e siccitosi.

fascia costiera eboli 2 Il cordolo dunale divide il retroduna dalla duna che ha la funzione di proteggere la pineta dalle mareggiate e di piccola barriera ai venti per impedire la dispersione della sabbia dalla duna verso la pineta, consentendone l’accumulo al piede.

Il lago stagno, lungo trecento e largo mediamente ventisei metri, è un vero gioiello naturalistico: colonizzato da vegetazione igrofila come la cannuccia di palude (Phragmitesaustralis) e la tifa (Typhaspp.), è popolato da varie specie ittiche ed anfibi e frequentato da numerose specie di uccelli acquatici come il germano reale, l’airone bianco, il martin pescatore, la garzetta, il cavaliere d’Italia e l’airone cenerino, tutti attratti dall’abbondanza di cibo e dalla tranquillità del luogo. Proprio per gli uccelli acquatici, la struttura del lago è di fondamentale importanza: da un lato gli alberi della pineta che offrono sia riparo che un punto di osservazione rialzato, dall’altro il cordolo dunale alto, inverdito e con piante autoctone, offre un ulteriore riparo dai rumori provenienti dalle attività antropiche che giungono dal mare.

La fascia costiera ebolitana consta di 11 strutture balneari, a partire dal versante destro della foce del fiume Sele, in direzione nord.

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