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La Chiesa si trova nella parte bassa del centro storico di Eboli, tra Piazzetta S. Nicola e via Guglielmo Vacca. E' sicuramente la più antica della Città, perché già citata in un documento del 977. Nel XII secolo, la chiesa fu chiama prima San Nicola de Ponte in quanto esisteva nelle vicinanze un ponte sul torrente Tufara; più tardi fu denominata San Nicola de Graecis, perché alcuni monaci basiliano greci, spinti dalla persecuzione islamica del X secolo, si stabilirono in Eboli, fondando una scuola per l’insegnamento della lingua greca e, solo successivamente, prese il nome di San Nicola de Schola Graeca. Sul lato prospiciente Piazzetta S. Nicola si erge il campanile, a pianta quadrata con un orologio e la cella campanaria. L’orologio è quello che si trovava sul campanile di San Rocco abbattuto nel 1932. Sul campanile compaiono lo stemma della famiglia Troiani e quello del cardinale Antonio Carafa. Sul muro adiacente vi è un’edicola votiva con un quadro dedicato a S. Emidio, protettore contro i terremoti. Alla chiesa, a unica navata, si accede tramite un portale, in pietra scolpita, del XVI secolo che presenta delle decorazioni circolari ai lati che si alternano, nella parte alta dell'architrave, a decorazioni trapezoidali. Al centro, inserita in un ovale, appare scolpita la figura di San Nicola vescovo di Mira con in mano il pastorale.

San Nicola L'interno della chiesa si presenta a pianta rettangolare ad un'unica navata, coperta da una volta a botte. In corrispondenza dell'ingresso vi è un organo settecentesco impiallacciato, su cui vi è incisa l’insegna nobiliare di una famiglia ebolitana che donò probabilmente lo strumento alla chiesa. Sulle pareti laterali sono presenti tre cappelle per lato, separate da lesene, sormontate da capitelli corinzi. Dal lato di sinistra la prima cappella è dedicata a S. Francesco di Paola, con una statua dell'800. La seconda cappella presenta una pregiata statua lignea cinquecentesca della Vergine del Carmelo. Ai lati sono affrescati due medaglioni con i volti di S. Giovanni della Croce e S. Simone Stok. Sul pilastro adiacente vi è lo spazio del confessionale, al di sopra del quale vi è il pulpito con accesso dalla sacrestia. La terza cappella è dedicata a S. Teresa d'Avila, con un’immagine su tela del XVII secolo. Dal lato destro la prima cappella è dedicata a Gesù Crocifisso, con un pregiato crocifisso ligneo. La seconda cappella si presenta con un altare, un tabernacolo ligneo ed un'immagine su tela dedicata alla Madonna di Pompei. La terza cappella, dedicata a S. Gaetano de Thiene, presenta una tela del XVIII secolo che raffigura il santo in preghiera ai piedi della Vergine. Sul lato destro, prima del transetto, vi è la statua di S. Nicola; sul lato opposto vi è il busto di S. Biagio.



Dal transetto, in pietra locale scolpita, si accede al presbiterio che sui due lati presenta due pitture con le immagini di S. Paolo Apostolo e S. Pietro Apostolo, opera del 1909 di Giuseppe Avallone. L'altare maggiore è in marmo policromo, di scuola napoletana, realizzato nel Settecento. Al di sopra dell'altare vi è una sontuosa nicchia con la statua del Sacro Cuore di Gesù. Nell'abside sono presenti due nicchie con le statue di S. Gerardo Maiella in cartapesta e l’altra lignea definita da taluni “Madonna del Castello”. La chiesa di S. Nicola è legata ad un suggestivo e antico rituale che è quello dei trentatre rintocchi: nel 1618 don Fabrizio Caloia, parroco della chiesa dal 1610 al 1622, introdusse l'usanza di far suonare trentatre rintocchi di campana, tanti quanti gli anni di Cristo. Dopo la morte del sacerdote, la tradizione non si interruppe: alle ore 15.00 di ogni giorno le campane di S. Nicola de Schola Graeca suonano trentatre rintocchi.L’antico titolo e il beneficio della parrocchia di San Nicola per Decreto arcivescovile del 1° ottobre 1957 sono trasferiti in San Vito al Sele, parrocchia di nuova costruzione, mentre il territorio è incorporato prima alla parrocchia di S. Eustachio e S. Biagio, ed infine alla parrocchia di S. Maria del Carmine e S. Eustachio con sede in San Francesco.

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